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IL TITANIC, “LA NAVE DEI SOGNI” IN MOSTRA A TORINO DAL 18 MARZO

Ideata dall’americana Premiere Exhibitions, proprietaria del relitto del Titanic, e promossa in Italia da Dimensione Eventi, la mostra coinvolge i visitatori in un viaggio emozionale all’interno della nave più famosa al mondo: i suoi pezzi originali fatti riemergere dall’oceano e le storie dei suoi passeggeri.

La mostra Titanic – The Artifact Exibition, in esposizione a Torino dal 18 marzo al 25 giugno presso Promotrice delle Belle Arti, offre la possibilità di conoscere da vicino le storie personali dei passeggeri, scoprire le ragioni del loro viaggio in America, attraverso i reperti in mostra, appartenuti sia ai milionari della prima classe che agli immigrati della terza classe.

Era l’aprile del 1912 quando il Titanic, la nave dei sogni, come era chiamata all’epoca, il più grande e lussuoso transatlantico del mondo, a seguito della collisione con un iceberg durante il suo viaggio inaugurale, affondò in poche ore. Dei circa 2.200 passeggeri, oltre 1.500 passeggeri persero la vita in quella terribile tragedia marina, diventata nel 1997 un film capolavoro, diretto da James Cameron, che ha contributo ad incrementare la notorietà di questa storia, unendo realtà e finzione cinematografica. Ma forse, non tutti sanno che i personaggi presenti sullo sfondo della pellicola sono realmente esistiti: i membri dell’orchestra, i marconisti, gli ufficiali, tutti i personaggi presenti nel film hanno il nome di persone realmente salite sul Titanic.

In esclusiva, per l’esposizione italiana, è stata realizzata una stanza dedicata ai 37 italiani che salparono con la nave dei sogni. Ad impreziosire ancora di più la parte dedicata al nostro Paese, anche il modellino in scala 1:100 con i 4 ponti superiori completamente arredati, costruito da Duilio Curradi, che dopo una carriera in marina è oggi uno dei massimi esperti del Titanic.

L’edizione Italiana della mostra è arricchita da una sala interamente dedicata alle storie dei 37 connazionali a bordo e ospita anche le testimonianze dei parenti dei passeggeri ancora in vita. La drammatica e al contempo romantica storia del Titanic è così raccontata trascinando i visitatori in fondo al mare, là dove tra il 1987 ed il 1994 RMS Titanic organizzò numerose spedizioni per il recupero del relitto e portò alla luce oltre 4.000 oggetti. Pezzi autentici della nave, oggetti originali di proprietà dei passeggeri, la ricostruzione in scala reale di una cabina di prima classe e una di terza classe, il celebre ponte principale, reperti dell’epoca. Fino ad una parete reale di ghiaccio che farà comprendere le condizioni di freddo delle prime ore del mattino del 15 aprile 1912. Le audioguide – per chi volesse approfondire – raccontano la collisione con l’iceberg e l’affondamento della nave “inaffondabile”. Il percorso museale termina con il memorial wall e l’elenco di tutti i passeggeri, tra dispersi e salvati, nel viaggio del Titanic.

Alexandra Klingelhofer Vice President of Collections Premier Exhibitions, Inc., arrivata personalmente a Torino per curare e allestire la mostra, dichiara: “Quella del Titanic è una storia che è stata raccontata innumerevoli volte, ma mai in modo così dettagliato e con così tanta passione come in questa mostra. Il mio lavoro è quello di conservare, curare e quasi coccolare i reperti per garantirne la conservazione perché anche le generazioni future abbiamo la possibilità di conoscere attraverso di loro una delle più grandi tragedie del 900. La parola chiave del mio lavoro è impegno: ogni volta che un oggetto viene recuperato occorre prodigarsi per preservarlo e mantenerlo in tutta la sua straordinaria bellezza naturale”.

Prevendite: i biglietti sono acquistabili con il circuito Ticket One (on-line su www.ticketone.it ed in tutti i punti vendita affiliati), oltre che al botteghino della mostra nei giorni ed orari di apertura.

Sito dedicato alla mostra: www.mostratitanic.it 

I 37 ITALIANI A BORDO DEL TITANIC

La maggior parte degli italiani a bordo si era imbarcata per lavorare all’interno del transatlantico. La manodopera italiana era stata infatti destinata al ristorante di prima classe: la White Star aveva richiesto esplicitamente che tutti i camerieri fossero rigorosamente del nostro Paese.

Il compito di selezionarli e di gestire la cucina più prestigiosa del Titanic fu affidato a Luigi Gatti:  un italiano di cui si poteva dire che ce l’aveva fatta nella vita. Era emigrato a Londra e all’epoca gestiva tre ristoranti. Sul Titanic, alle sue dipendenze dirette, aveva una cinquantina di addetti, che aveva scelto e retribuiva personalmente. Gatti aveva una cabina di seconda classe sul ponte D, mentre i suoi dipendenti erano tutti alloggiati sul ponte E, negli «scantinati» del transatlantico. Camerieri, macellai, addetti ai bicchieri, sommelier. Piemontesi, liguri, lombardi e toscani.

Il maestro di sala Luigi Gatti partì senza poter denunciare all’ufficio del lavoro i nomi del personale reclutato. Né poté farlo in viaggio, perché i telefonisti erano sempre impegnati a trasmettere e a ricevere messaggi di saluto. Al momento dello schianto con l’iceberg, la prima cosa che fece Luigi fu quella di affidare il suo elenco a una passeggera che stava salendo su una delle scialuppe di salvataggio. Purtroppo, Luigi e tutti i camerieri annegarono nelle acque gelide dell’Atlantico nella notte fra il 14 e il 15 aprile 1912 perché non trovarono posto nelle scialuppe di salvataggio.

Elenco dei passeggeri italiani:

Allaria Battista Antonio – 22 anni, cameriere. Nato a Molini di Triera, Imperia. Il suo corpo è ora sepolto in Canada.

Banfi Ugo – 24 anni, di Caravaggio (BG), cameriere. Il suo corpo non fu mai ritrovato ma i genitori hanno deciso di dedicargli lo stesso una lapide nel cimitero del paese. Per la su morte i famigliari ottennero un risarcimento di 60 sterline.

Basilice Giovanni – 27 anni, di Ceriano Laghetto (MI), cameriere. Il suo corpo non è mai stato ritrovato e i genitori furono risarciti con sole 25 sterline che si presume fosse la paga per i giorni di lavoro prima della tragedia.

Bernardi Battista – 22 anni, di Roccabruna (CN). Aveva lavorato come cameriere presso l’hotel di Londra Ritz Palace.

Beux Davide – 26 anni, cameriere. Proveniente da un piccolo paesino, frazione di San Germano Chisone (To), il suo corpo non fu mai identificato.

Bochet Pietro – 43 anni, nativo di Saint Pierre (AO), cameriere. Dopo aver sposato Margherita Martinet la coppia aveva deciso di adottare una bimba. Il suo corpo non fu mai identificato.

Casalli Giulio – 32 anni, cameriere di sala del ristorante à la carte. Nato a Milano, ma residente nel quartiere londinese di Soho, il suo corpo non fu mai identificato.

Celotti Francesco – 24 anni, passeggero di terza classe, imbarcato a Southampton. Il motivo del suo viaggio è sconosciuto. Non fu mai identificato.

De Marsico Gianni – 20 anni, assistente cameriere. Nativo di Milano, ma residente a Soho Londra, non fu mai identificato.

Del Carlo Sebastiano – 29 anni, originario di Altopascio (Lucca), lavorava come impiegato statale in California. Stava portando la sua novella sposa, incinta, in America. Dopo aver affidato la moglie a una scialuppa, si gettò in mare e annegò. Fu riconosciuto dalla moglie a New York e riportato al suo paese natale. Le sue ossa sono sepolte insieme a quelle della figlia che non ha mai conosciuto.

Donati Italo Francesco – 17 anni, era uno dei nostri connazionali più giovani a bordo del Titanic. Di Casalmaggiore (CR), assistente cameriere, il suo corpo non fu mai ritrovato.

Finoli Luigi – 34 anni, originario di Atessa (Chieti). Sposato a Rosa Ciccone, residente negli Stati Uniti, stava tornando a casa dopo una visita ai parenti. Si salvò a bordo della scialuppa numero 15.

Fioravanti Giuseppe – 23 anni, nato a Burolo (Torino), residente a Southampton, lavorava nelle cucine. Il suo corpo non fu mai ritrovato.

Gatti Luigi – 37 anni, nativo di Montalto Pavese. Gestore del ristorante à la carte del Titanic, era partito molto giovane per cercare fortuna a Londra. Ricevette il compito dalla RSMC Titanic di reclutare i camerieri per la prima classe, che dovevano essere rigorosamente italiani. Prima di morire, affidò il prezioso elenco degli italiani a bordo a una passeggera su una scialuppa: questo suo gesto ha permesso di identificare molti degli italiani a bordo. Prima di salpare scattò una fotografia con il gruppo degli italiani a bordo. Attualmente è sepolto a Halifax.

Genovese Argene – 24 anni, originaria di Altopascio (Lucca). Sposata a Sebastiano del Carlo, si era imbarcata con il marito in seconda classe. Argene era in dolce attesa da due mesi. Il marito la salvò affidandola alla scialuppa numero 11, mentre lui morì. Argene riportò in Italia la salma del marito e dopo 6 mesi nacque la loro bambina che, in ricordo del naufragio, fu chiamata Maria Salvata.

Gilardino Vincenzo Pio – 31 anni, cameriere, nato a Canelli (AT), era residente di Southampton dove si imbarcò. Il suo corpo non fu mai identificato.

Mangiavacchi Serafino Emilio – originario di Firenze si imbarcò in seconda classe a Cherboug. Il motivo del suo viaggio è sconosciuto e il suo corpo non è mai stato identificato.

Meo Alfonso – 48 anni, musicista, maestro liutaio, si imbarcò in terza classe per consegnare un violino. Il suo corpo fu recuperato ed è attualmente sepolto nel cimitero di Halifax.

Nannini Francesco Maria – 42 anni, capo cameriere, nato a Marradi (FI). Il suo corpo non fu mai identificato.

Peduzzi Giuseppe – 24 anni, di Schignano (CO), era emigrato a Londra per fare il cameriere. Il suo corpo non fu mai identificato. A Schigano c’è comunque una lapide dalla quale fu trafugata l’unica foto che i parenti avevano. Nel 2012, in occasione del centenario dell’affondamento, il comune decise di affidare a un’artista locale il compito di fare un ritratto di Giuseppe in base al ricordo dei parenti. Sulla tomba c’è una targa che lo ricorda con queste parole: “Fratello Giuseppe sul mare ove improvvisa catastrofe del Titanic lo sommerse il 15 aprile 1912”.

Parecchi Alberto – 20 anni, di Fubine (AL), assistente cameriere. Il suo corpo non fu mai ritrovato.

Parecchi Sebastiano – 17 anni, fratello di Alberto, era assistente cameriere e residente a Londra. Il suo corpo non fu mai ritrovato.

Perotti Alfonso – 20 anni, cameriere. Originario di Borgomanero, a 19 anni, rimasto orfano di padre, decise di partire per Londra per cercare fortuna. Prima di imbarcarsi sul Titanic scrisse una cartolina alla madre che oggi è gelosamente custodita dalle tre nipoti Emilia, Carmen e Renata che tengono vivo il suo ricordo in paese con diverse iniziative. In occasione del centenario hanno anche fatto apporre una targa commemorativa sulla tomba di famiglia. Il corpo di Alfonso non fu mai identificato.

Poggi Emilio – 28 anni, cameriere, originario di Celle Ligure (SV). Il suo corpo è sepolto a Halifax.

Portaluppi Emilio – 30 anni, di Arcisate Varese, scultore. Si salvò grazie all’aiuto della ricca Lady Astor sua amica e, come vuole la leggenda, anche sua amante. Dopo essere sopravvissuto a quella tragica notte, ogni anno amava festeggiare il 15 aprile come il suo secondo compleanno. Era imbarcato in seconda classe e fu salvato dalla Carpathia.

Ratti Enrico Rinaldo – 21 anni, cameriere. Nato a Cassano d’Adda (Milano), il suo corpo non fu mai identificato.

Riccardone Rinaldo Renato – 22 anni, aiuto cameriere, era di Alessandria ma residente a Soho. Purtroppo il suo corpo non fu mai identificato.

Rotta Angelo Mario – 23 anni, cameriere, nato a Novara. Di lui si sa solo che il suo corpo non fu mai identificato.

Sacaggi Giovanni – 24 anni, assistente cameriere. Originario di Cannobio (Provincia del Verbano Cusio Ossola). Aveva già lavorato a bordo di altre navi, purtroppo quello sul Titanic fu il suo ultimo viaggio. Non fu mai identificato.

Salussolia Giovanni – 25 anni, aveva il ruolo di glassman, era infatti sovraintendente a tutto ciò che riguardava le cristallerie del ristorante di bordo. Originario della provincia di Vercelli, non fu mai identificato.

Scavino Candido – 42 anni, macellaio, originario di Guarene Cuneo. Aveva lavorato a bordo di altre navi ma anche per lui, purtroppo, il viaggio sul Titanic fu l’ultimo. Il suo corpo non fu mai identificato.

Sesia Giacomo – 24 anni, cameriere. Di lui non si sa nulla e il suo corpo non fu mai identificato.

Testoni Ercole – 23 anni, assistente addetto alle Stalliere, originario di Bagni di Lucca. Il suo corpo non fu mai identificato.

Urbini Roberto – 22 anni, cameriere. Il suo corpo non fu mai identificato. Suo padre ricevette un risarcimento di 60 sterline.

Valvassori Ettore Luigi – 35 anni, cameriere di Montodine (CR), il suo corpo non fu mai identificato.

Vioni Roberto – 18 anni, romano. Di lui si sa solo che il suo corpo non venne mai identificato

Zaracchi Luigi – 26 anni, sommelier. Anche di lui non si sa molto e anche il suo corpo non fu mai identificato.

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